


Indefinito e disadorno, e il mio percepire. Dai profumi aspri e languide metafore. Indefinito sono nato con piume unte, e ali mollicce e mai volli provare a volare. Indefinito ogni nuovo incontro, altare di rinnovata virtù, e sentiero tetro plagiato da un sorriso sgangherato, il mio. indefinito è il mio stare qui nella bolla dell'esistenza, nella piazza comune delle emozioni, nella cernita di buoni propositi. Indefinito mi trovo e mi ritrovo, e non combacio con la felicità..tà tà tà!.
(KAOS65)
Non serve assaggiare per poter rivelare!. Non serve ingoiare per poi testimoniare!. Non serve il sapore per lenire il dolore, e nemmeno annusare per non dimenticare!. Ma serve dosare e magari aspettare!. Il battito nuovo, il passo maldestro, la sfida del tempo, il gioco inconsueto.
(KAOS65)
Trattenne a stento l'alito poichè si trovò al cospetto del secolare arbusto del CILIEGIO BLU. Lì sull'angusto confine della Linea Marginot. Dall'epidermide fluttuavano liquefatti i suoi pensieri, che grondavano sulle aride insenature delle labbra. Fù nell'istante/attimo che recise il nervo dell'intelletto e si IMMOLO' al divenire. (Kaos65 - Carte Anonime 1991)